Se la Banda Bassotti tenta da oltre settant’anni di svaligiare il deposito di Paperon de’ Paperoni senza riuscirci, gli autori del furto alla Marchesi Antinori sono invece riusciti a fare centro svuotando il magazzino al primo colpo. Lo scorso fine settimana i ladri hanno portato via 30mila bottiglie di vino pregiato dalla sede dell’azienda fiorentina a Cortona, in provincia di Arezzo, per un valore di circa 5 milioni di euro.
Il nome della vittima rende il caso ancora più clamoroso, perché la famiglia Antinori produce vino in Toscana dal 1385 e firma alcune delle etichette italiane più celebri al mondo.
Le bottiglie sottratte, tutte dell’annata 2023 a quanto emerso finora, comprendono circa 10mila Solaia e diverse casse di Tignanello e Guado al Tasso, etichette che costano fra 120 e 300 euro a bottiglia. Tignanello e Solaia nascono nella stessa tenuta, nel cuore del Chianti Classico, e sono due dei più noti Supertuscan: con questo nome si indicano i rossi toscani di alta gamma nati dagli anni Settanta in poi e prodotti anche con vitigni francesi come il Cabernet e il Merlot.
Il Tignanello, prodotto dal 1971, è a base di Sangiovese con una piccola aggiunta di Cabernet, mentre nel Solaia, nato nel 1978, le proporzioni si invertono a favore del Cabernet Sauvignon. Il Guado al Tasso proviene invece dalla tenuta di famiglia sulla costa livornese ed è un Bolgheri Superiore, la tipologia più pregiata della denominazione di Bolgheri, che si ottiene proprio da queste varietà francesi.
