Rubate 30mila bottiglie per 5 milioni: quello alla Marchesi Antinori è il furto di vino più grande della storia

Rubate 30mila bottiglie per 5 milioni: quello alla Marchesi Antinori è il furto di vino più grande della storia

Se la Banda Bassotti tenta da oltre settant’anni di svaligiare il deposito di Paperon de’ Paperoni senza riuscirci, gli autori del furto alla Marchesi Antinori sono invece riusciti a fare centro svuotando il magazzino al primo colpo. Lo scorso fine settimana i ladri hanno portato via 30mila bottiglie di vino pregiato dalla sede dell’azienda fiorentina a Cortona, in provincia di Arezzo, per un valore di circa 5 milioni di euro.

Il nome della vittima rende il caso ancora più clamoroso, perché la famiglia Antinori produce vino in Toscana dal 1385 e firma alcune delle etichette italiane più celebri al mondo.Se la Banda Bassotti tenta da oltre settant’anni di svaligiare il deposito di Paperon de’ Paperoni senza riuscirci, gli autori del furto alla Marchesi Antinori sono invece riusciti a fare centro svuotando il magazzino al primo colpo. Lo scorso fine settimana i ladri hanno portato via 30mila bottiglie di vino pregiato dalla sede dell’azienda fiorentina a Cortona, in provincia di Arezzo, per un valore di circa 5 milioni di euro. Secondo l’amministratore delegato Renzo Cotarella, in Italia non si era mai verificato un furto di vino di queste dimensioni. Anche all’estero i colpi più celebri hanno fruttato cifre molto più basse, come il colpaccio da 1,6 milioni di euro avvenuto nel 2021 al ristorante Atrio di Cáceres, in Spagna.

Il nome della vittima rende il caso ancora più clamoroso, perché la famiglia Antinori produce vino in Toscana dal 1385 e firma alcune delle etichette italiane più celebri al mondo.

Le bottiglie sottratte, tutte dell’annata 2023 a quanto emerso finora, comprendono circa 10mila Solaia e diverse casse di Tignanello e Guado al Tasso, etichette che costano fra 120 e 300 euro a bottiglia. Tignanello e Solaia nascono nella stessa tenuta, nel cuore del Chianti Classico, e sono due dei più noti Supertuscan: con questo nome si indicano i rossi toscani di alta gamma nati dagli anni Settanta in poi e prodotti anche con vitigni francesi come il Cabernet e il Merlot.

Il Tignanello, prodotto dal 1971, è a base di Sangiovese con una piccola aggiunta di Cabernet, mentre nel Solaia, nato nel 1978, le proporzioni si invertono a favore del Cabernet Sauvignon. Il Guado al Tasso proviene invece dalla tenuta di famiglia sulla costa livornese ed è un Bolgheri Superiore, la tipologia più pregiata della denominazione di Bolgheri, che si ottiene proprio da queste varietà francesi.

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