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La previsione per la fine dell’anno ĆØ quella di raccogliere circa 100mila tessere (erano 539.354 nel 2013). E dopo il flop alle primarie dell’Emilia Romagna di domenica 28, crescono le preoccupazioni dei dirigenti. Guerini: “Non diffondere dati a caso”Eā emergenza iscritti nel partito di Matteo Renzi. Come riporta Repubblica, saranno meno di 100mila le tessere nel 2014 per il Partito democratico. Per ora ĆØ una semplice previsione, ma difficile che in pochi mesi si possa arrivare al dato del 2013, quando le iscrizioni furono in totale 539.354. Che le cose non stessero andando per il verso giusto in termini di raccolta fondi e nuovi iscritti si ĆØ capito domenica 28 settembre a Bologna. Le primarie per la scelta del candidato alla Regione hanno portato alle urne solo 58mila elettori, con un flop senza precedenti soprattutto nella terra rossa di volontari e feste dellāunitĆ .Ā
I dati però scoraggiano in tutta Italia. Si ĆØ vicini al numero di zero tessere in Puglia, Sardegna, Molise, Basilicata e Sicilia. A Napoli nel 2013 gli iscritti erano 70mila, oggi guardando anche alle province si arriva a malapena allāordine delle centinaia. Torino conta per ora 3mila aderenti, mentre solo lāanno scorso erano 10mila. Venezia non ĆØ da meno: in dodici mesi si ĆØ passati da 5500 tessere a 2mila. In Umbria erano 14mila, oggi sono meno della metĆ . Un risultato preoccupante per i 7200 circoli presenti in Italia e gli 89 allāestero.
Il partito ārottamatoā che da tempo Matteo Renzi predica, comporta anche un cambio nella struttura che spaventa i dirigenti. La testa ĆØ giĆ al bilancio. La riduzione del finanziamento pubblico ai partiti (che per il 2017 arriverĆ a zero) comporta che i soldi arrivati in cassa dallo Stato siano questāanno 12,8 milioni (nel 2011 ad esempio erano 60). E se gli aderenti non contribuiscono almeno con le tessere, il futuro per la cassa del partito sarĆ sempre più nero. āSarebbe belloā, ha scritto il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, āche sui tesseramenti non venissero diffusi dati a caso
