In sintesi, cos’era successo: il 5 ottobre Stanislav Lobotka esce dal campo, durante Napoli-Genoa per un infortunio muscolare, deve rinunciare alla Slovacchia e poi a quattro partite in maglia azzurra e nel bel mezzo di questo accidente il manager del calciatore non si tiene, anzi va un attimo oltre, disegna scenari (quasi) apocalittici dentro una storia sinora sempre bella, equilibrata: “Se vincesse il terzo scudetto, sarebbe più facile per lui andarsene, ma non amo fare previsioni. Ora ha un contratto migliorato e potrebbe rimanere per altri anni. Ma ha già 30 anni e sarà quasi irrealistico continuare così fisicamente con Conte allenatore che richiede cose eccessivamente impegnative. Per me il trasferimento estivo può avere assolutamente senso, ma dipende anche dalla cifra. Stani sta bene in Italia, ma se Conte resta ancora al Napoli, penso che Lobotka mi metterà pressione per andare via. L’estate, però, è ancora lontana”. Le chiamano bocche della verità o magari anche cartina di tornasole: e comunque dentro quelle frasi che appartengono non ad un uomo qualsiasi ma a chi gestisce il futuro di Lobotka, si coglie il disagio di un momento che adesso sembra riemerge nella sfuriata di Conte a Bologna e pure nelle dichiarazioni del regista al podcast Ina Liga, che sono improntate all’ironia ma che tirano in ballo ancora e di nuovo i sistemi di gestione dell’allenatore. “Con Conte, il prossimo giorno libero sarà a maggio 2026, quando giocheremo l’ultima partita della stagione. Per lui, pure in vacanza si dovrebbe andare insieme. Conte è così, vuole disciplina, vuole che tutti abbiano la sua mentalità. Ma su una rosa di 25 non è facile avere tutti la stessa mentalità. De Bruyne sta vivendo una nuova sfida, poteva andare in Arabia o in America, ma voleva restare in Europa. È un peccato non abbia il passaporto slovacco. Kdb ha detto che non provava una cosa del genere da dieci anni. Io gli dicevo che stava andando alla grande. Non aveva altra scelta, però, che accettare il duro lavoro di Conte. Kevin non è il tipo che si lamenta, ce la mette tutta. Ammiro la sua carriera per questo finale. Se avesse avuto la possibilità di scegliere di nuovo e avesse potuto scegliere tra America e Arabia Saudita, forse avrebbe fatto una scelta diversa. Se mi avesse scritto su Instagram, gli avrei detto: mandami la maglia e non venire qui”. Ridendo e scherzando…